Il 6 dicembre è stato un momento indimenticabile per noi. Alla straordinaria Gala Dinner organizzata dalla Camera di Commercio Italiana a ICCJ Tokyo e dalla Regione Puglia, abbiamo vissuto un’emozione unica con il Premio Stampa ai NIC Awards 2024, assegnato a Bruno Simeone. Un riconoscimento che celebra la passione e l’impegno che mettiamo ogni giorno nel nostro lavoro.

Riceverlo dalle mani del celebre artista giapponese Tomo Koizumi è stato un grande onore, un momento di orgoglio e ispirazione.

Durante la serata abbiamo presentato una selezione esclusiva di capi da donna, creazioni che raccontano la nostra visione di eleganza senza tempo, un perfetto equilibrio tra dettagli sartoriali e linee contemporanee.

Abbiamo anche colto l’occasione per svelare in anteprima la nostra prima capsule collection uomo, segnando l’inizio di un nuovo entusiasmante capitolo per Rossorame.

 

Il brand martinese presenta la sua collezione nella splendida cornice del Castello Aragonese di Taranto, con un omaggio alla città, allo stile e alla bellezza della Puglia.

Lo scorso martedì 4 Aprile abbiamo avuto il piacere di ospitare in atelier la scrittrice Gabriella Genisi con il suo nuovo romanzo “Lo scammaro avvelenato”. La presentazione è stata organizzata in collaborazione con i Presidi del Libro di Martina Franca.
Abbiamo sempre creduto nel binomio moda e cultura, perché la moda è al contempo cultura, dacché precorre nuovi orizzonti di senso e di valore.
L’autrice, presentata da Rosa Maria Messia, è nota al grande pubblico per i romanzi di Lolita Lobosco, personaggio da lei creato e interpretato dalla bellissima Luisa Ranieri per la fiction RAI a lei ispirata. Partendo dalle pagine dei romanzi di Genisi, lette magistralmente dall’attrice Livia Mariella, si è parlato del ruolo delle donne, centrale anche nella nostra riflessione.
Come per Lolita, anche la femminilità che attraversa i nostri abiti dà spazio ad una donna determinata, intraprendente, impegnata, con una personalità libera e fuori dagli schemi. Non è un caso che, per la realizzazione della prima serie, gli abiti indossati da Luisa Ranieri siano proprio di Rossorame.
Come ha sottolineato l’autrice, oggi sentiamo sempre di più l’esigenza di proporre delle figure al femminile che si emancipino da un passato che le ha viste sempre come ombre degli uomini, al loro fianco, ma senza mai ricoprire un ruolo centrale.

Ora è possibile rinnovare il nostro sguardo, nella letteratura come nella moda, presentando stili e modelli che possano dare alle nuove generazioni un’alternativa reale e tangibile di questo cambiamento già in atto e sempre più promettente per il prossimo futuro.

 

Rossorame torna a Sanremo, per il terzo anno consecutivo e per il terzo anno consecutivo il suo stile danzerà sul palco, perché scelto ancora una volta per realizzare gli abiti di scena di un gruppo di ballerini. Il brand di Bruno Simeone, però, è stato scelto ancora una volta dalla first lady Giovanna Civitillo e farà bella mostra di sé nella prima fila del teatro Ariston, con il difficile compito di non distogliere l’attenzione dagli artisti in gara.

Per Giovanna Civitillo, invece, Rossorame ha realizzato tre abiti, il primo dei quali, monospalla dal color rosa vibrante caratterizzato da un corsetto scultoreo in contrasto alla delicatezza delle piume che ne accentuano la sinuosità, sarà indossato per la prima serata.

Rossorame, inoltre, si conferma partner in crime, delle coreografie sanremesi. Dopo aver vestito le ballerine e i ballerini di Elodie, nel 2021, immaginato e realizzato i capi per l’omaggio a Raffaella Carrà, nel 2022, grazie alla collaborazione con Maria Sabato, stylist del Festival, in questa settantatreesima edizione del Festival, Bruno Simeone ha realizzato i capi per il corpo di ballo di Annalisa, su indicazione della stylist Susanna Ausoni, che ha all’attivo collaborazioni con Donatella Rettore, Mahmood, Giusy Ferreri, Noemi, Elisa, Dito nella piaga, Matteo Romano e Francesca Michielin. I sette ballerini si esibiranno sul palco in piazza Colombo, a pochi passi dall’Ariston. I loro costumi si ispireranno agli anni ’90.

Al matrimonio, si sa, la sposa ha bisogno di essere circondata da complici, meglio se le amiche di una vita, con le quali si è condiviso tutto. Al matrimonio, si sa, è meglio arrivare con il sostegno della propria squadra. E ogni squadra che si rispetti deve essere esteticamente riconoscibile. Ma come è possibile indossare qualcosa che dia l’idea di squadra ma al contempo sia unico e irripetibile?

Ci ha pensato Bruno Simeone che, d’accordo con Federica Pellegrini, ha disegnato e immaginato i cinque abiti che le damigelle d’onore della Divina hanno indossato al suo matrimonio. Cinque abiti in chiffon di seta, color rosa cipria, ognuno con un proprio tratto distintivo, disegnato e cucito a mano, eterei e svolazzanti come fossero fatti di acqua.

 

I cinque vestiti, l’uniforme personalizzata delle cinque damigelle, sono stati provati a Martina Franca in un blitz che il manipolo guidato dalla Divina ha fatto in Puglia ad aprile, impegnate in un tour tra le bellezze della regione, ne hanno approfittato per conoscere di persona le sarte che hanno realizzato le creazioni di Bruno.

Prosegue il rapporto di fiducia tra l’atelier di moda e Federica Pellegrini, che ha voluto affidare a Rossorame l’ideazione e la realizzazione degli abiti che ha indossato la sua squadra al matrimonio. Una responsabilità importante, frutto di quella sintonia tra la Divina e il direttore creativo di Rossorame, Bruno Simeone, ma anche con il resto dello staff, capace di tradurre in cuciture e dettagli l’immaginazione dello stilista.

Continua la collaborazione artistica tra Rossorame e il mondo della musica. Bruno Simeone, direttore creativo della casa di moda pugliese, dopo i successi di Sanremo, approda all’Eurovision, curando alcuni costumi del gruppo di ballo di Mika, partecipando allo storico evento del ritorno in Italia, dopo 30 anni, del festival europeo della musica.

 

 

Ormai la liaison tra la moda e la musica passa per anche per i fili e le trame di Rossorame. Nati dalla contaminazione creativa tra il cantante Mika e Bruno Simeone, le divise del corpo di ballo hanno visto la luce nella sartoria di Martina Franca. I bravissimi ballerini di “Modulo agency”, coordinati dal coreografo Laccio, offriranno agli spettatori europei un assaggio della capacità di Rossorame di coniugare la ricerca artistica, alla tradizione e attenzione sartoriale, alle necessità dello spettacolo in questo caso televisive.

 

 

I costumi non solo seguono il “mood” della performance , esaltando il messaggio che Mika intende lanciare , ma consentono anche ai ballerini di potersi muovere in scioltezza e a proprio agio : il giusto equilibrio tra creatività e capacità tecnico-realizzative.

La collaborazione è stata possibile grazie alla sensibilità e alla guida di Carolina Stamerra Grassi, direttore artistico della performance di Mika.

Rosso come la passione sarà il tailleur indossato da Federica Pellegrini in occasione della finale di Italian’s Got Talent.

Un completo maschile rivisitato, con rouche che ne avvolgono la figura, mettendo in risalto la bellezza della campionessa, nella sua veste di giudice. Una veste ispirata, questa stagione che va a concludersi, a Erotica e a Basic Istinct, un invito esplicito alle donne a mostrarsi per quello che sono, scoprendone la parte dominante, senza timore di essere giudicati, ma anzi, di giudicare, proprio come ha fatto la Divina in questa edizione della trasmissione.

Il tailleur rosso fuoco non sarà l’unico vestito indossato durante la finale. Disegnato e realizzato da Rossorame, guidato artisticamente da Bruno Simeone, Federica Pellegrini indosserà un abito lilla a bauletto impreziosito da un corsetto ricamato da pietre preziose, che metterà in risalto l’abbagliante parte femminile della campionessa.

Il Festival di Sanremo è forse il più grande rito collettivo degli italiani. Parteciparvi, seppur attraverso gli abiti, vuol dire essere presenti sul palco dove va in scena il meglio della cultura pop. Vestire chi presenta, disegnare l’abito, immaginare che scenda dalla scalinata o che annunci un cantante, è stato un sogno, da sempre.

 

Quest’anno ci siamo avvicinati tantissimo, grazie alla possibilità che ci è stata offerta. Esprimiamo valori attraverso i nostri abiti e li pensiamo come strumenti di comunicazioni al servizio di chi li indossa. Moltiplicano e amplificano il messaggio per chi possiede i codici per interpretarli.

Così l’abito rossofuoco di Giovanna Civitillo che mette in evidenza l’eleganza della “first lady” del Festival di Sanremo, senza per questo risultare arrogante. Così gli abiti pensati e disegnati per lo straordinario omaggio a Raffaella Carrà, mai dimenticata, dovevano essere pensati per essere qualcosa in più di semplici pezzi di stoffa utili per coprire i corpi atletici, dovevano esaltarli, vivificarli, fare in modo che ogni movimento dei sedici ballerini fosse un battito cardiaco.

Attraverso la propria arte ognuno di noi prova ad accrescere la consapevolezza verso quel senso di unicità di cui siamo felicemente parte. La nostra azienda è stata coinvolta e ci siamo fatti trovare pronti, con la nostra creatività, con la nostra artigianalità, con le nostre sarte. Se è stato scelto un atelier che dell’unicità dei propri capi e della esclusività ha fatto il proprio marchio di fabbrica, voleva dire che era necessario dare tutta la forza possibile a quei sedici ballerini, più una, sul palco. Abbiamo accettato la sfida con umiltà, ma consapevoli di poter partecipare a qualcosa di unico.

La collaborazione con Drusilla Foer, per la quale abbiamo pensato e confezionato in maniera sartoriale due abiti, è stata una scintilla scoccata improvvisamente, sulla quale abbiamo costruito una collaborazione artistica.

Drusilla ha indossato due abiti tradizionalmente appartenenti al guardaroba maschile, il pigiama e lo smoking, adattati a un corpo femminile. L’abito in questo caso non copre, ma svela, mette in evidenza, sostiene il messaggio artistico. La collaborazione per noi è il riconoscimento della nostra professionalità. Per questa fiducia mi sento di ringraziarla, perché ci ha permesso di mettere a disposizione della sua arte, la nostra arte. Chi esce sul palco di Sanremo è consapevole di partecipare ad un evento del quale tutti si sentono giudici. Drusilla Foer è stata coraggiosa e noi amiamo le persone coraggiose, da loro ci facciamo ispirare. Abbiamo scelto, insieme, di esaltare la sua eleganza, attraverso due abiti classici, giocando con la fluidità, con leggerezza e con intelligenza. Per usare una metafora musicale, con Drusilla Foer i nostri abiti hanno fatto da sezione ritmica al suo spettacolare assolo.

 

 

Questo secondo anno a Sanremo è una nuova tappa in un percorso di crescita che è possibile grazie alla collaborazione con artisti del calibro di Maria Sabato, costumista, con cui, di evento in evento, sentiamo rinnovata la fiducia e che ci permette di affrontare la pressione del Festival grazie alla consapevolezza che immaginare, disegnare e cucire un abito vuol dire offrire agli artisti sul palco la possibilità di non sentirsi soli davanti al pubblico. Noi siamo al loro fianco nei dettagli, nelle cuciture, nelle scelte stilistiche. Siamo lì, con loro, a condividere la difficoltà degli scalini e gli sguardi delle persone in platea e di chi è a casa.

Dovevano brillare, i ballerini, sul palco dell’Ariston. Dovevano essere le stelle più brillanti, dovevano abbacinare l’orchestra, il pubblico, i telespettatori.

L’energia di Raffaella Carrà doveva scorrere attraverso le loro gambe e le loro braccia, lungo i caschetti biondi, sulle gambe abbaglianti. I loro corpi avvolti da un arcobaleno luminoso, energia pura, scioccante.

Gli abiti pensati per l’omaggio a Raffaella dovevano essere qualcosa in più di semplici pezzi di stoffa utili per coprire i corpi atletici, dovevano esaltarli, vivificarli, fare in modo che ogni movimento dei sedici ballerini fosse un battito cardiaco.

 

Una sfida che Rossorame ha colto, come se l’attendesse da sempre. L’atelier che pensa e cuce su misura, ad uno ad uno, gli abiti per un balletto, deve affrontare una doppia prova: ogni pezzo deve comunicare, ma deve saper anche contenere ogni gesto.

Rossorame ha colto l’opportunità, lanciata dalla costumista Maria Sabato, orgoglioso di poter contribuire a rafforzare e a moltiplicare attraverso gli abiti i messaggi friendly lanciati dal palco dell’Ariston in questo Festival di Sanremo 2022.

 

“Per me è stato emozionante che Rossorame sia stato scelto dal direttore artistico di Ballo Ballo e dalla costumista Maria Sabato” spiega Bruno Simeone, art director del brand di moda, “perché mi avrebbe permesso di contribuire a rafforzare quanto già comunicato con Drusilla Foer. Attraverso la propria arte ognuno di noi prova ad accrescere la consapevolezza verso quel senso di unicità di cui siamo felicemente parte. La nostra azienda è stata coinvolta e ci siamo fatti trovare pronti, con la nostra creatività, con la nostra artigianalità, con le nostre sarte. Se è stato scelto un atelier che dell’unicità dei propri capi e della esclusività ha fatto il proprio marchio di fabbrica, voleva dire che era necessario dare tutta la forza possibile a quei sedici ballerini, più una, sul palco. Abbiamo accettato la sfida con umiltà, ma consapevoli di poter partecipare a qualcosa di unico”.
Bruno Simeone – Direttore Creativo

 

 

Abbiamo preparato per Drusilla Foer due abiti: il pigiama bianco e lo smoking nero, con cui ha fatto il monologo conclusivo della terza serata del Festival di Sanremo. Il nostro è stato un incontro fortuito, immediatamente sfociato in un rapporto basato sulla fiducia: nonostante non ci conoscesse ha affidato al nostro atelier la realizzazione di due abiti, uno dei quali sarebbe stato indossato nel momento del monologo. Sentiamo che la nostra professionalità sia stata riconosciuta. Per questa fiducia mi sento di ringraziarla, perché ci ha permesso di mettere a disposizione della sua arte, la nostra arte. Chi esce sul palco di Sanremo è consapevole di partecipare ad un evento del quale tutti si sentono giudici. Drusilla Foer è stata coraggiosa e noi amiamo le persone coraggiose, da loro ci facciamo ispirare. Abbiamo scelto, insieme, di esaltare la sua eleganza, attraverso due abiti classici, giocando con la fluidità, con leggerezza e con intelligenza. Per usare una metafora musicale, con Drusilla Foer i nostri abiti hanno fatto da sezione ritmica al suo spettacolare assolo.

Bruno Simeone – Direttore Creativo

 

Entrambi gli abiti sono stati concepiti insieme a Drusilla Foer. Abbiamo pensato che potevamo inserire, tra gli abiti che avrebbe indossato sul palco, due abiti maschili adattati al corpo femminile.

Lo smoking, realizzato con lane italiane, è enfatizzato dai revere lucidi e dalla vita strizzatissima, con un pantalone largo che richiama alla mente un po’ gli anni ’80.

Il pigiama, realizzato con carrè di seta, è un classico del guardaroba maschile, con il collo sciallato e la cintura. Portato da lei diventa un capo chic, elegantissimo. Il contrasto tra opaco e lucido ha messo in evidenza i dettagli, facendo sì che la sua presenza sul palco brillasse. Entrambi i capi sono stati realizzati a mano, in maniera sartoriale.